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URGENTE - DPCM 13 OTTOBRE 2020 - INGRESSI IN ITALIA

Data:

14/10/2020


URGENTE - DPCM 13 OTTOBRE 2020 - INGRESSI IN ITALIA

Il 13 ottobre 2020 è stato varato un nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), in vigore dal 14 ottobre al 13 novembre 2020, che in parte riprende e in parte modifica la disciplina in tema di spostamenti da/per l’estero già contenuta nei precedenti DPCM e nelle Ordinanze adottate dal Ministro della Salute (DPCM 13 OTTOBRE).

Ai sensi del DPCM del 13 ottobre, il Montenegro resta inserito nell’elenco F, che comprende i Paesi ad alto rischio epidemiologico.

Per chi proviene dai Paesi dell’elenco F, o per coloro che vi abbiano soggiornato/transitato nei 14 giorni precedenti, rimane in vigore il divieto di ingresso e transito in Italia, con le seguenti e limitatissime eccezioni:

a) cittadini UE (inclusi i cittadini italiani), di Stati parte dell’Accordo di Schengen, del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, di Andorra, San Marino, Principato di Monaco, Città del Vaticano e loro familiari, che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 16 luglio 2020 (data che vale per il Montenegro), con obbligo di presentare al vettore, all’atto dell’imbarco, e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, un’attestazione di essersi sottoposti a test molecolare o antigenico (effettuato per mezzo di tampone), nelle 72 ore precedenti l’ingresso in Italia, con risultato negativo.

b) cittadini di Paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo in Italia (ai sensi della Direttiva 2004/38/CE), nonché cittadini di Stati terzi che derivano il diritto di residenza da altre disposizioni europee o dalla normativa italiana, che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 16 luglio 2020 (data che vale per il Montenegro), con obbligo di presentare al vettore, all’atto dell’imbarco, e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, un’attestazione di essersi sottoposti a test molecolare o antigenico (effettuato per mezzo di tampone), nelle 72 ore precedenti l’ingresso in Italia, con risultato negativo.

c) equipaggi e personale viaggiante dei mezzi di trasporto;

d) funzionari e agenti, comunque denominati, dell’Unione Europea o di organizzazioni internazionali, agenti diplomatici, personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, funzionari e impiegati consolari e personale militare e delle forze di polizia,
italiano e straniero, nell’esercizio delle loro funzioni.

Al rientro in Italia da questi Paesi, salvo che per l’eccezione di cui al punto c), è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per un periodo di 14 giorni, compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che
consente il rientro e, infine, si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito
aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

Non sono in ogni caso consentiti spostamenti per turismo da/per l’Italia da/per i Paesi inseriti nell’elenco F.

Al seguente link è disponibile un questionario per chi è in partenza per l’estero o deve rientrare in Italia, sulla base della normativa
italiana attualmente in vigore https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/focus-cittadini-italiani-in-rientro-dall-estero-e-cittadini-stranieri-in-italia.html .

Il questionario ha carattere meramente informativo, non ha valore legale e il risultato ottenuto non garantisce l’ingresso in Italia né nel Paese di destinazione.

 

Il DPCM del 13 ottobre prevede che possano essere disposte limitazioni per specifiche aree del territorio nazionale o specifiche
limitazioni in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori esteri.

Singole Regioni potrebbero quindi imporre a chi proviene da alcuni Stati o territori esteri il rispetto di particolari obblighi. Prima di partire per rientrare in Italia, si raccomanda di verificare eventuali disposizioni aggiuntive da parte delle Regioni di destinazione, contattandole direttamente o visitandone i rispettivi siti web.

 

Si precisa, infine, che l’ingresso in Italia è comunque rimesso alla valutazione degli ufficiali preposti ai controlli di frontiera (Ministero dell’Interno).

In caso di dubbi, si raccomanda di contattare la Polizia di Frontiera, la Prefettura o l’Azienda Sanitaria competente per territorio (oppure le rispettive Ambasciate in Italia, per i cittadini stranieri).


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