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CANDIDATURA DI ROMA A EXPO 2030 – PERSONE E TERRITORI: RIGENERAZIONE, INCLUSIONE E INNOVAZIONE

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La candidatura di Roma a EXPO 2030 è una priorità del governo italiano. Il progetto che promuoviamo è di riconosciuta qualità, tanto tematica, quanto architettonica.

Roma EXPO 2030, infatti, non è stata pensata per essere una mera vetrina per il Paese ospite, bensì come un’opportunità offerta a tutti i Paesi partecipanti per presentare al mondo le migliori modalità per affrontare il tema del rapporto tra persone e territori, in un’ottica – imprescindibile – di sostenibilità. Proprio partendo da questo concetto, la candidatura di Roma a EXPO 2030 pone un’attenzione specifica sul concetto di eredità, attraverso la realizzazione di padiglioni che saranno permanenti, consentendo – in tal modo – di ottenere indiscutibili vantaggi in termini di neutralità carbonica. Sarà inoltre possibile per i Paesi partecipanti avere a Roma una vetrina permanente, di accesso al mercato europeo. Ciò permetterà di rafforzare le relazioni economiche, accademiche, scientifiche con l’Italia e, tramite l’Italia, con tutta l’Europa.

Proprio per questi motivi la candidatura di Roma, l’unica europea, è ufficialmente sostenuta dalle istituzioni europee – Commissione Europea, l’Alto Rappresentante Borrell, il Servizio Esterno di Azione Estera – nonché da “Business Europe”, la più grande organizzazione di rappresentanza degli interessi economici in Europa, che ha riconosciuto la qualità e il valore intrinseco del nostro progetto.

Per consentire una partecipazione ampia all’EXPO, l’Italia ha inoltre previsto un piano di sostegno finanziario a favore di 144 Paesi. In tale ambito, il Montenegro potrà beneficiare di 2 milioni di euro per partecipare all’evento e per costruire un Padiglione in linea con le sue ambizioni e aspettative.

Ma c’è di più. La candidatura italiana è l’unica che ha un piano per Odessa che, purtroppo, si è dovuta ritirare dalla competizione a causa della terribile aggressione russa all’Ucraina. Nell’ambito dell’impegno italiano per la ricostruzione dell’Ucraina, faremo in modo – se otterremo la vittoria – di riservare a Odessa un posto centrale nell’EXPO 2030, costruendo un padiglione “Odessa a Roma” e un padiglione “Roma a Odessa”, realizzando un ponte fisico e virtuale, nonché un punto di incontro costante tra le due comunità. Questo sarà solo l’elemento di partenza di una serie di iniziative – legate all’EXPO – a favore della ricostruzione di Odessa e per la realizzazione di progetti dedicati ai bambini e ai giovani della città.

L’EXPO 2030 di Roma rappresenterà un’occasione unica per un Paese vicino come il Montenegro, che potrà beneficiare delle ricadute positive derivanti dall’afflusso di visitatori a Roma, stimati all’incirca in 30 milioni, che – come dimostrato anche in occasione dell’EXPO di Milano – una volta giunti in Italia, visiteranno tutti i Paesi limitrofi e soprattutto il Montenegro, che potrà far conoscere la propria bellezza a una platea ben più ampia di turisti.

Il nostro progetto per EXPO, fortemente legato al nostro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ci consentirà di creare sinergie economiche tra i nostri due Paesi, nonché di instaurare nuovi partenariati tra l’Italia – Paese fondatore dell’UE, membro del G7 e seconda potenza manifatturiera del continente europeo – e il Montenegro. Inoltre, per il tramite dell’Italia, sarà facile per il Montenegro stringere ulteriori forme di collaborazione con tutti gli altri Stati Membri dell’UE, in cui il Montenegro aspira a entrare.

La candidatura di Roma a EXPO 2030 è solida. Il nostro progetto, come ho tentato di sintetizzare in queste righe, è improntato alla sostenibilità, alla lotta al cambiamento climatico, all’inclusione, nonché ai valori e ai principi che accomunano gli Stati Membri dell’UE, una famiglia di cui mi auguro il Montenegro possa presto essere parte, e gli Alleati NATO, tra cui anche il Montenegro.

Italia e Montenegro sono Paesi amici, uniti dalla storia, dalla cultura e da indissolubili legami di antica origine. Tali elementi di unione tra i nostri due Paesi non possono essere ignorati. Il patrimonio valoriale che condividiamo, con al centro l’essere umano, le sue libertà fondamentali e i suoi diritti più basilari, non può essere sostituito da un modello alternativo a quello democratico. Un evento della portata universale quale EXPO 2030 non può essere usato per accreditare visioni nazionali così distanti da quelle che ci accomunano.

Come ho già affermato in altre occasioni, il sostegno del Montenegro all’Italia per EXPO 2030 dovrebbe essere naturale, considerando le aspirazioni europee del Paese. Spero pertanto che il Montenegro non decida di andare contro tali aspirazioni.

Andreina Marsella

Ambasciatore l’Italia in Montenegro

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